lunedì 1 novembre 2010

Nu - Politica e Famiglia


"Equiparazione tra Figli Legittimi e Figli Naturali"

Lo scorso 29 ottobre 2010 il Consiglio Dei Ministri ha approvato un Ddl (disegno di legge delega), concernente l’argomento “Famiglia” e più precisamente sulla “Equiparazione tra figli legittimi e figli naturali”.
Il Governo con tale provvedimento, che antepone il valore e la centralità della persona umana ad ingiustificate differenze sullo stato di figlio, intende modificare la disciplina in materia di filiazione con l’obiettivo di garantire una effettiva e reale  equiparazione dei diritti dei figli legittimi con quelli dei figli naturali, istituendo lo status unico di “figlio”, eliminando anche sotto il profilo lessicale la distinzione tra legittimo e naturale. Questo per porre in essere dei  principi sanciti dalla Costituzione (articoli 2, 3 e 30) e delle linee guida fissate dai Trattati Internazionali, tra cui la Carta di Nizza sui Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, vincolante per l’Italia con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, ma che comunque moralmente ed eticamente sono oramai indispensabili essere riconosciuti come diritti reali.
Tale disegno di legge è stato realizzato da una apposita Commissione al fine di realizzare uno studio e un approfondimento sulle questioni giuridiche inerenti la famiglia. La Commissione, istituita presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è presieduta dal professore Cesare Massimo Bianca, con la partecipazione di rappresentanti della Giustizia, dell’Interno e delle Pari opportunità.
Come ha spiegato il Sottosegretario alle Politiche per la Famiglia, Carlo Giovanardi, definendo questo provvedimento  «Una svolta epocale. Dovrà essere modificato il diritto successorio, perchè l’eredità a parità di trattamento viene come diritto del figlio nato nel matrimonio e di quello fuori, ma tutti i figli hanno ora lo stesso status giuridico. E non solo: all’interno del progetto di legge ci sono principi innovativi sulla potestà dei genitori e sul diritto del figlio ad essere ascoltato sulle scelte che riguarderanno il suo futuro.
Era stato anche proposto, oltre al diritto ad essere assistito moralmente, il "diritto ad essere amato", ma questa parte è stata tolta dal consiglio dei ministri perchè è un diritto non esigibile dal punto di vista giuridico. 
Il Parlamento dovrà ora approvare questo Ddl per poi stilare i regolamenti attuativi che daranno sostanza a quanto scritto nella norma», ha concluso Giovanardi.
Per Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità,  «Con l’equiparazione tra figli legittimi e naturali oggi abbiamo cancellato un’odiosa e anacronistica discriminazione che andava a colpire i più piccoli, l’anello più debole di ogni famiglia» ed inoltre «Grazie ad un testo equilibrato, ponderato e condiviso, da oggi - aggiunge Carfagna - non vi sarà più quel distinguo tra figli di serie A e B, una classifica vissuta e subita dai minori per le scelte dei loro genitori, una distinzione che spesso era utilizzata anche nelle dispute per eredità, penalizzando chi era nato al di fuori del matrimonio. Da oggi - conclude il ministro - con un cambiamento del codice civile che si estende anche a quello lessicale, non si parlerà più di fratelli e fratellastri, di figli e figliastri, come nelle favole. In una società che si evolve e muta, è essenziale che le leggi, le istituzioni e la classe politica diano risposte capaci di tutelare i cittadini e a garantire pari opportunità per tutti».